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TUMORE DELLA MAMMELLA, ANCORA INSUFFICIENTI SCREENING E OPPIOIDI
Ancora insufficiente la terapia analgesica nel tumore del seno: secondo una recente indagine condotta su più di 800 pazienti promossa dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), in collaborazione con il Centro studi Mundipharma, il dolore si presenta nel 37 per cento dei casi fin dall'esordio della neoplasia, ma poco meno della metà delle pazienti si sottopone a una terapia specifica che oltretutto non è efficace nel 74 per cento dei casi. Secondo le Linee guida, il dolore di livello 6 tipico di questa patologia richiederebbe l'analgesia con tarmaci oppiacei. Eppure questi sono utilizzati ancora in una minoranza di pazienti: il 33,3 per cento assume oppioidi deboli e appena il 9 per cento quelli forti. «I dati evidenziano ancora una volta una scarsa conoscenza e un ridotto impiego degli oppioidi, soprattutto in una fase iniziale del tumore, contravvenendo a quanto stabilito dalle Linee guida Internazionali Oms-Esmo-Eapc che indicano questa categoria di medicinali come tarmaci di elezione nel trattamento del dolore moderato e intenso» ha commentato Marina Garassino, ricercatrice oncologa del Fatebenefratelli di Milano. La speranza, come si ripete spesso parlando di Anche per le donne colpite da tumore del seno il ricorso agli oppioidi è ancora poco diffuso farmaci oppiacei, è che l'approccio culturale al trattamento del dolore cronico lentamente si trasformi. «L'abolizione del ricettario speciale per la prescrizione degli oppioidi e l'obbligo di monitorare il dolore come parametro da riportare nella cartella clinica, previsti dalla recente legge, serviranno a garantire una presa in carico tempestiva delle pazienti da parte di strutture e personale medico specializzati, allo scopo di fornire alle donne un'adeguata e appropriata assistenza» conclude Marco Filippini, direttore del Centro studi Mundipharma. (Lancio Stampa)
 
Il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore è ora legge definitiva
Il Presidente della Repubblica promulga la legge n.38 del 15 marzo 2010 -Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. (G.U. Serie Generale n. 65 del 19 marzo 2010)

Comunicati Federfarma 30 marzo 2010                                                      E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 65 del 19/3/2010 la legge “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. La nuova legge, che contiene importanti modifiche del DPR 309/90 (T.U. stupefacenti), entrerà in vigore il 3 aprile 2010. (Circolare Federfarma; Riepilogo normativa)

Nuove tabelle stupefacenti                                                                       Sono ora disponibili le nuove tabelle dei farmaci stupefacenti in commercio aggiornate al 29 marzo 2010 (Nuove tabelle)

Tutte  le novità che interessano il farmacista nella propria attività professionale                                                                                                  E' in vigore da sabato 3 aprile il Decreto ministeriale "Aggiornamento delle tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope e relative composizioni medicinali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309 e successive modificazioni e integrazioni, con sostituzione della Tabella II, sezione D del Testo Unico", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2010. Il DM che aggiorna le tabelle stupefacenti ha tra le novità più importanti per il paziente in terapia antidolorifica  la semplificazione di accesso ai farmaci oppiacei grazie all'eliminazione del ricettario speciale. Un iter più agevole per tutti, dal medico al farmacista, con l'obiettivo finale del servizio al paziente e ai suoi parenti. (Riassunto del D.M.)

CURE PALLIATIVE: DALLA CAMERA VIA LIBERA DEFINITIVO ALLA LEGGE                                                                                                         Via libera definitivo alla Camera della legge sulle cure palliative e sulle terapie del dolore. Un voto praticamente unanime: 476 voti favorevoli e due astensioni.
E' stata approvata oggi una legge importantissima perche' pone il tema del dolore quale parte integrante e irrinunciabile del percorso terapeutico del paziente e che tiene conto del valore, della dignita' e dell'integrita' della persona assicurando l'equita' nell'accesso all'assistenza e l'appropriatezza rispetto alle specifiche esigenze dei malati. Alcuni punti fondamentali:

Rilevazione del dolore e della somministrazione di farmaci antalgici in cartella clinica.

Le reti della terapia del dolore e delle cure palliative che garantiranno risposte assistenziali su base regionale ai pazienti, facilitando cosi' l'accesso sia alle cure palliative che alla terapia del dolore.

La semplificazione della prescrizione dei farmaci oppiacei non iniettabili, che consentira' ai medici del Servizio sanitario nazionale di prescrivere tale classe di farmaci non piu' su ricettari speciali ma utilizzando il semplice ricettario bianco.

L'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore viene finalmente riconosciuto come un diritto per assicurare la dignita' della persona umana, il bisogno di salute, l'equita' d'accesso, l'uniformita' delle prestazioni su tutto il territorio nazionale, la qualita' delle cure e la loro appropriatezza. (Lanci stampa)

PAIN STORY Piemonte: nuova Indagine sul dolore cronico
Oltre quattro mesi: questo, in media, il tempo che impiega un paziente con dolore cronico a rivolgersi al proprio medico. È quanto emerge dallo studio Pain Story Piemonte condotto su 240 pazienti curati nei Centri di terapia del dolore di sei ospedali della regione.
Dall'indagine emerge che è ancora scarsa la corretta misurazione del dolore e contenuta la percentuale di utilizzo degli oppioidi nella terapia. Eppure, in tre casi su quattro (75,5%) l'intensità del dolore è tale da «controllare la loro vita», e in più della metà dei casi il dolore interferisce con le capacità professionali (65,8%) e minaccia i rapporti familiari (54%). « I dati - spiega Rossella Marzi, coordinatrice del Gruppo Studio - evidenziano come in Piemonte, una delle regioni più avanzate per quanto riguarda la cura del dolore, non ci sia ancora una sufficiente cultura sul territorio. Il dolore in molti casi è vissuto come sintomo da sopportare, mentre, in realtà, può diventare una vera e propria malattia invalidante e, come tale, necessita di un adeguato approccio terapeutico».
Una volta arrivato dal proprio medico curante, il paziente solo nel 24,7% dei casi è sottoposto alla misurazione del dolore, strumento indispensabile per valutare la gravità e impostare una corretta terapia. La mancanza di una corretta misurazione dell'intensità, della gravità e della durata del dolore da parte del proprio medico curante porta spesso ad un trattamento farmacologico non completamente adeguato: il 45,5% dei pazienti riceve trattamenti a base di antinfiammatori comuni (FANS) mentre solo il 23% e' in cura con oppioidi deboli e il 13,5% con oppioidi forti." La situazione cambia, in parte, quando i pazienti arrivano, spesso su consiglio del medico curante (65% dei casi), al Centro di Terapia del dolore dell'ospedale: il 53,3% di essi e' in cura con oppioidi (deboli - 32,2% e forti - 21,1%), mentre il 30,4% sono trattati con antinfiammatori (FANS). "Rimane in ogni caso bassa la percentuale di utilizzo degli oppiacei, che sarebbero i farmaci d'elezione per il 64,1% dei pazienti che soffrono di dolore elevato"- spiega la Marzi. "Nonostante la situazione migliori nei Centri di terapia del dolore, anche in questa sede gli oppioidi risultano sottoutilizzati. - commenta il professor Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative.
Il nostro Paese risulta ancora in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Questo aspetto emerge anche dai dati del Centro Studi Mundipharma, secondo i quali a settembre 2009 l'Italia si classificava ultima in Europa per spesa pro capite destinata agli oppioidi, con un valore pari a 0,83 euro, contro una media europea di 3,87 euro (valore massimo della Germania: 8,42 euro).
 

CURE PALLIATIVE: ITALIA PRIMO PAESE UE A GARANTIRLE A BIMBI

L’Italia è, per la prima volta in ambito dolore, un paese all’avanguardia: rappresenta, infatti, l’unica realtà europea a riconoscere e garantire le cure palliative pediatriche. Con l'approvazione della legge sulle cure palliative l'Italia sarà il primo Paese europeo a garantire le cure palliative ai bambini. In Italia ci sono 11mila piccoli pazienti che aspettano queste cure. Un terzo dei bimbi che verranno aiutati dalla legge, che prevede fra le altre cose la creazione di una rete di 'hospice' che eviti ai pazienti lunghe permanenze in ospedale, è malato di tumore, un terzo ha meno di un anno e un terzo ha patologie inguaribili dalla nascita. "Una volta approvata la legge bisognerà attivare le reti per le cure - al momento solo il Veneto è attrezzato. Ma il provvedimento è già stato approvato dalla conferenza Stato-regioni, e il fatto che con la legge le cure palliative diventino un diritto dei cittadini ci fa essere ottimisti" (Lancio stampa)

INDAGINE SIMG: 1 paziente su 3 è dal medico di famiglia per curare patologie causa di dolore cronico

Dallo studio risulta che circa il 27% degli assistiti soffre di malattie potenzialmente associate a dolore cronico come artrosi, artrite reumatoide e tumori. La percentuale di prescrizioni degli oppioidi nel trattamento del dolore è molto contenuta in Italia: fatto che pone il nostro Paese in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Questo aspetto emerge anche dai dati del Centro Studi Mundipharma, secondo i quali a settembre 2009 l’Italia si classificava ultima in Europa per spesa pro capite destinata agli oppioidi, con un valore pari a 0,83 €, contro una media europea di 3,87 € (valore massimo della Germania: 8,42 €).“Oggi, - spiega il professor Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative - grazie ad un’ordinanza ministeriale del 20 giugno 2009, è stato abolito il ricettario speciale per la prescrizione dei farmaci oppioidi che ne limitava di fatto l’utilizzo. Questo provvedimento mira a rendere più accessibili ai tanti malati con dolore cronico le cure più idonee, attraverso l’impiego di terapie a base di morfina, ossicodone, fentanyl o buprenorfina, farmaci fino a poco tempo fa poco accessibili. Oggi il medico ha dunque a disposizione più possibilità di cura, che dovrebbe sfruttare al meglio per garantire la migliore assistenza al proprio paziente.” conclude Fanelli.

 

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Vivere senza dolore è un diritto di cui tutti i cittadini devono poter godere ed è un dovere del medico combattere la sofferenza inutile in tutte le situazioni...

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Ogni giorno Mundipharma offre ai visitatori del sito web, tutti gli aggiornamenti in ambito di dolore.
Si possono trovare informazioni in merito ad eventi sociali, comunicazioni istituzionali, apertura di nuove strutture per la cura della malattia dolore ed altro.

Convegno “Cura del dolore: un segno di civiltà”, Roma 16 giugno 2009, Camera dei Deputati

Terapia del dolore e cure palliaitve: il progetto sperimentale per la creazione di reti assistenziali

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Divisione dolore

Morfina solfato a rilascio controllato e ossicodone a rilascio prolungato: farmaci indicati per il trattamento del dolore cronico moderato-severo.

Divisione onco-ematologica

Citarabina liposomiale utilizzata per via intratecale nel trattamento delle meningiti linfomatose.

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